Strette intese americane

Un editoriale del New York Times magnifica la riforma del filibuster al Senato – la maggioranza qualificata che serve per confermare i provvedimenti, valido strumento nelle mani dell’opposizione per fare ostruzionismo – come il “ritorno della democrazia”. I repubblicani, assicura il quotidiano liberal, hanno abusato del regolamento per bloccare tutte le nomine di Barack Obama che richiedono conferma. Ha fatto bene il leader democratico Harry Reid a lanciare una riforma – nota come “opzione nucleare”, nome che di questi tempi può confondere – che lui stesso aveva giudicato “antiamericana”, ché quel che troppo è troppo.
12 AGO 20
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Un editoriale del New York Times magnifica la riforma del filibuster al Senato – la maggioranza qualificata che serve per confermare i provvedimenti, valido strumento nelle mani dell’opposizione per fare ostruzionismo – come il “ritorno della democrazia”. I repubblicani, assicura il quotidiano liberal, hanno abusato del regolamento per bloccare tutte le nomine di Barack Obama che richiedono conferma. Ha fatto bene il leader democratico Harry Reid a lanciare una riforma – nota come “opzione nucleare”, nome che di questi tempi può confondere – che lui stesso aveva giudicato “antiamericana”, ché quel che troppo è troppo. Lo stesso New York Times però spiega anche che l’opzione nucleare è il modo migliore per radicalizzare lo scontro al Congresso, luogo di opposte intransigenze censurate con indignazione da una Casa Bianca che invoca armonia e responsabile ricerca del terreno comune.
Quando il Tea Party difende la linea dura commette un’inescusabile gesto di disprezzo nei confronti del popolo sovrano; ma quando i democratici cambiano le regole del gioco perché le trovano scandalosamente svantaggiose, la radicalizzazione dello scontro non è più un problema. L’opzione nucleare di Obama e Reid è frutto di un calcolo sulla percezione di Washington da parte dell’opinione pubblica. Il Gop è il partito del no, la forza antagonista e maliziosa, il ricettacolo degli estremisti che solleticano i loro istinti politici più bassi bloccando le nomine del presidente. Non importa se il leader del Senato che nella storia americana ha respinto più disegni di legge ed emendamenti della fazione opposta si chiama Harry Reid.